Lo stile - La rivoluzione conservatrice di Juan D'Arienzo

La figura di Juan D'Arienzo  rappresenta sicuramente uno spartiacque nella storia del tango. A lui si deve l'affermazione di uno stile che dalla metà degli anni '30 rappresentò un modello quasi obbligato per le orchestre sue contemporanee, una maniera interpretativa unanimemente considerato come un secondo inizio per il tango stesso, nonostante i variegati giudizi prettamente musicali che sono stati dati sulla sua produzione.
Pur non recando innovazioni tecniche di grande spessore, il suo tango si pose alla base del rilancio della musica bonaerense in un frangente particolarmente delicato, tanto che molti lo ritengono il vero apripista per la straordinaria decade d'oro del tango.

È infatti vero che, almeno come punto di partenza e stimolo, lo strepitoso successo della sua orchestra rappresentò un ingrediente probabilmente decisivo nell'affermarsi della più celebrata e numerosa generazione di musicisti di tango, quella della decade del '40.

Proviamo ad individuare i tratti salienti della sua 'rivoluzione', con particolare riguardo agli anni in cui essa nacque e si diffuse.